Pinacoteca Comunale Casa Rusca, Locarno: 18 settembre 2016 - 8 gennaio 2017 "Javier Marín"

 

Dal 18 settembre 2016 all’8 gennaio 2017 la Pinacoteca Comunale Casa Rusca presenta,per la prima volta in Svizzera, un’ampia mostra dedicata a Javier Marín (Uruapan,Michoacán 1962). L’iniziativa di respiro internazionale s’inserisce nella serie di rassegne incentrate su artisti di fama mondiale che il Museo promuove da anni.
Considerato il più importante scultore messicano vivente, nel 2015 l’esposizione nella capitale del suo paese ha accolto più di 600.000 visitatori.
Javier Marín, che vive e lavora a Città del Messico, ha sviluppato sull’arco di trent’anni una solida carriera, con oltre 90 esposizioni personali e più di 200 partecipazioni a mostre collettive in diversi paesi del Sud America, Stati Uniti, Asia e Europa. Le sue opere si trovano in numerose collezioni private e pubbliche, tra Ie quali il Museum of Modern Art a Città del Messico, il Museum of Fine Arts a Boston e il Santa Barbara Museum of Art. Ha
esposto in spazi pubblici di grande prestigio, quali il Museo d’Arte Contemporanea di Roma, i Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique a Bruxelles e il Museo del Palacio de Bellas Artes a Città del Messico. Ha inoltre partecipato a eventi di riferimento per l’arte emergente come la Biennale di Venezia. L’artista  è inoltre artefice di opere commissionate da istituzioni (nel 2010 ha realizzato Retablo, la monumentale pala d’altare che si erge
nella cattedrale di Zacatecas, patrimonio mondiale dell’UNESCO in Messico), come avveniva nella tradizione del Barocco coloniale.
Non a caso, barocca è stata definita anche l’arte di Javier Marín. Quel movimento nato nella Roma del Seicento, diffusosi in Europa e, grazie alle conquiste spagnole, declinato successivamente in forme autoctone in alcuni paesi dell’America Latina. Lo scultore messicano – noto per la sua capacità di contaminare il vecchio con il nuovo – reinterpreta lo stile barocco e lo plasma, modella e fonde con gli occhi della contemporaneità.

La mostra di Casa Rusca permetterà al pubblico di avvicinarsi all’opera di Marín, artista prettamente figurativo, mediante una significativa panoramica del suo lavoro. L’esposizione a carattere antologico si concentrerà, attraverso la selezione di una cinquantina di opere di medie e grandi dimensioni, sullo sviluppo del percorso artistico dello scultore dalla metà degli anni Novanta ad oggi. Il fulcro della poetica di Marín è rappresentato dal corpo umano. L’artista dialoga costantemente con la figura, maschile e femminile, nuda, imponente, disarticolata, scomposta, contorta, lacerata e trafitta, smembrata e riassemblata – eventualmente tenuta insieme da un filo di ferro – altamente drammatica. Nel suo porsi in maniera innovativa nel panorama artistico contemporaneo, non mancano tuttavia richiami all’arte antica, ma anche all’opera di Michelangelo, Cellini e Rodin, rielaborati con immagini e soggetti propri
della cultura della sua terra d’origine.
I lavori di Marín sono il risultato di un processo che abbraccia le conoscenze della  scultura classica  e della storia dell'arte occidentale con la volontà di un’accentuata sperimentazione votata alla scoperta di soluzioni inedite, così da riempire di nuovi contenuti la sua ricerca diretta a indagare il presente attraverso il passato. Appare evidente l’intenzione dell’artista di emanciparsi dalla mera riproduzione dell’anatomia a favore della creazione di un linguaggio personale, semplice e accessibile, in grado di mettere in relazione tradizione e innovazione.
Il percorso espositivo si snoda attraverso grandi teste, torsi, figure intere di varie dimensioni e rilievi che esemplificano l’universo espressivo di Marín: le celebri Cabeza de mujer; i gruppi di Mujercitas y Hombrecitos (2000); la serie dei Barbudo I-VII (2005) in cui l’ingrandimento a dismisura di un dettaglio (il primo piano sulla barba) rispetto al complesso del viso invita ad una sorta di lettura cinematografica dell’opera; la Mujer suspendida (2015) in cui la posizione rialzata da terra pare voler liberare la donna dal peso del corpo umano e le forme imponenti del ciclo dei Bucles (2015), solo per citarne alcuni.
Meditative o agitate, le sue figure sviluppano la tematica della corporeità come  testimonianza, come fardello della condizione umana. Il movimento, che sembra sempre in procinto di animare le sue sculture, genera nell’osservatore uno stato di continua allerta e imprevedibilità. Lo spettatore è stimolato ad affrancarsi dalla contemplazione passiva, a riflettere, a porsi delle domande, a partecipare attivamente e a rapportarsi con l’opera e lo spazio circostante.
L’unicità di Marín passa non solo dalla forte incisività narrativa, dalla maestria nell’uso delle diverse tecniche, ma anche dalla vasta e variegata gamma materica impiegata (bronzo, terracotta, resina) che, negli ultimi anni, è sfociata in una combinazione di materiali naturali, artificiali e sintetici. Per le sculture l’artista privilegia la resina poliestere (materiale che di norma è impiegato per usi industriali) che rende più viva e brillante mescolandola con semi di amaranto, terra, tabacco, carne secca, petali di fiori, creando colorazioni e sfumature originali. L’utilizzo di elementi organici rispecchia la sua volontà di conferire una dimensione temporale alle sue creazioni. Il ciclo evolutivo di vita-morte, di sviluppo e deperimento viene rimarcato ancor di più dai segni generati dai vari passaggi di lavorazione e dalle numerose fenditure e sfregi che lesionano la materia e che l’artista lascia in evidenza sull’opera.
Nella concezione di Marin un'importanza analoga  al corpo è assunta dallo spazio in cui le opere vanno a collocarsi. 
 Le sculture visibili nelle sale di Casa Rusca,permetteranno di vedere in azione le dinamiche di interazione fra opera d’arte, spettatore e ambiente circostante. L’ allestimento assai particolare  della rassegna è affidato all'architetto Mario Botta.La mostra è accompagnata da un catalogo corredato da immagini a colori di tutte le opere esposte, unitamente a contributi critici del curatore Rudy Chiappini, oltre ai testi di Roxana Velásquez e Adriana Martínez.

SEDE Pinacoteca Comunale Casa Rusca Piazza Sant’Antonio, 6600 Locarno

ORARI Martedì - Domenica 10.00-12.00 / 14.00-17.00 Lunedì chiuso

INGRESSO Intero CHF 10.-Ridotto ragazzi,AVS e gruppi (minimo 10 persone) CHF 8.-
Ingresso gratuito per le scuole

PRENOTAZIONI +41 (0)91 756 31 85

INFORMAZIONI Dicastero Cultura Città di Locarno Piazzetta de’ Capitani 2, 6600 Locarno
+41 (0)91 756 31 70 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

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CATALOGO Javier Marín CHF 35.-

CON IL SOSTEGNO DI Repubblica e Cantone Ticino