luglio 2019 - È in programma al MANN dal 18 luglio (opening 17 luglio, ore 17) al 22 settembre, la mostra “Orogenesi/Orogenesis” di Juliana Cerqueira Leite, giovane artista brasiliana che, per la prima volta, espone i propri lavori in un museo europeo.
Culmine di una ricerca durata due anni, il percorso è composto da sculture e fotografie: Cerqueira Leite, nel suo complesso iter creativo, re-immagina il corpo umano attraverso atti di trasformazione, creando una sottile coreografia che enfatizza, tramite movimenti e gesti, la forza del corpo stesso e la reazione dei materiali su cui esso agisce.
Punto di partenza di “Orogenesi” sono i calchi ritrovati a Pompei nel XIX secolo: i calchi rappresentano la contrazione dei corpi esposti alla violenza dell’eruzione e bloccati in quella che è assimilabile, dal punto di vista scientifico, alla ‘posizione da pugile’.
Cerqueira Leite ritrova, nella posizione delle vittime della tragedia di Pompei, due simmetrie con la cultura contemporanea: innanzitutto, l’artista si ricollega alla “contrazione”, un passo della tecnica di danza moderna ideata da Martha Graham; ancora, le sculture ed il lavoro fotografico di “Orogenesi” connettono questi riferimenti figurativi alla posizione standard del corpo in assenza di gravità descritta dalla NASA; la posa di un individuo in condizioni antigravitazionali, infatti, appare identica sia a quella dei calchi di Pompei, sia alla ‘contrazione’ della danza moderna.

I lavori inclusi in mostra analizzano il rapporto con il passato (percepito al contempo come antico e recente), intrecciando dimensioni temporali diverse tramite l’analisi della posizione contratta del corpo.
Così, le opere suggeriscono le differenti linee creative che hanno guidato l’artista: Leite ha collaborato con Steven Dubowsky, Professore del MIT, per sviluppare, ad esempio, una scultura cinetica che punta costantemente nella direzione lungo la quale la terra sta viaggiando, evidenziando, così, il nostro moto involontario e costante nello spazio.
Ancora, l’opera Species-Specific nasce da un interessante esperimento artistico: la ballerina Meredith Glisson ha inscenato una serie di ‘fight or flight responses’, reazioni acute da stress, mentre veniva ripresa in uno studio di motion capture, generando una serie di dati poi utilizzati per una scultura in stampa 3D; per progettare la sua scultura Anthropometry, invece, Leite ha fatto riferimento agli studi antropometrici della NASA, dimostrando ciò che un astronauta riesce ad afferrare, allungando il braccio e rimanendo saldamente legato alla sedia dello Space Shuttle.
La mostra conferma le interazioni fra arte performativa, storia e scienza, includendo, nell’allestimento, una raccolta di fotografie tratte dagli archivi del Parco Archeologico di Pompei, della NASA e della Martha Graham Dance Company: le immagini sono utili a delineare il percorso creativo seguito da Juliana Cerqueira Leite.

La mostra è a cura di Nadim Samman e Michele Iodice. La produzione delle opere in mostra è stata resa possibile dal Pollock-Krasner Foundation Grant. L’esposizione è stata realizzata in collaborazione con ALMA ZEVI (Venezia, Italia) e con il Juliana Cerqueira Leite Exhibition Circle.

Il catalogo, che sarà presentato al MANN il prossimo 17 luglio alle 11, è stato pubblicato con il contributo di TJ Boulting (Londra, Regno Unito). Il volume, edito da Trolley Books, contiene saggi di Mario Codognato, Dehlia Hannah e Nadim Samman.

L’esposizione “Orogenesi” è realizzata sotto il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee.

Si ringrazia il Parco Archeologico di Pompei per la gentile collaborazione.  Per informazioni www.museoarcheologiconapoli.it 

Biografia dell’artista

Juliana Cerqueira Leite (n.1981, Brasile) vive e lavora a Brooklyn, New York. Ha ricevuto il Pollock-Krasner Foundation Grant nel 2019, il Furla Art Prize alla Moscow International Young Art Biennial nel 2016, e il Kenneth Armitage Sculpture Prize nel 2006.

Ha inoltre ottenuto un MFA in scultura presso la Slade School of Fine Art, UCL, Londra. I suoi lavori sono stati esposti presso Sculpture Center (New York, USA), Instituto Tomie Ohtake (San Paolo, Brasile); The Venice Biennale Antarctic Pavilion (Venezia, Italia); The Vancouver Biennale (Vancouver, Canada); Cass Sculpture Foundation (Goodwood, Regno Unito); The Illmin Museum (Seoul, Corea del Sud), The Approach (Londra, Regno Unito) e Art Public ad Art Basel (Miami, USA).

Si ringrazia Residency 80121 per avere ospitato Juliana Cerqueira Leite a Napoli in preparazione di questa mostra.