Fondazione Adolfo Pini: nominati i vincitori del "Pini Art Prize" e mostra nel nuovo spazio espositivo


16 gennaio 2026 - Si è svolta ieri sera, giovedì 15 gennaio, alla Fondazione Adolfo Pini la serata dedicata al Pini Art Prize 2025/2026, che ha riunito artisti, curatori e rappresentanti delle istituzioni per l’apertura della mostra dei finalisti della Sezione Arti Visive e per la proclamazione dei vincitori delle tre sezioni del Premio – Arti Visive, Poesia e Ricerca.

Un appuntamento che ha segnato anche l’inaugurazione del nuovo spazio espositivo al piano terra della Fondazione, concepito come luogo dedicato alla sperimentazione artistica e culturale e pensato per accogliere pratiche contemporanee, installazioni e progetti in dialogo diretto con la città e con il contesto urbano di Milano.

Nel corso della serata sono stati annunciati i vincitori del Pini Art Prize 2025/2026: per la Sezione Arti Visive, la Giuria ha assegnato il Premio Pini Art Prize 2025/2026 al duo di artisti Tommaso Arnaldi e Francesca Pionati, che realizzeranno una mostra personale, a cura della Presidente di Giuria Cecilia Guida, nel nuovo spazio espositivo della Fondazione nell’autunno 2026.

La Giuria ha riconosciuto la solidità e la maturità di una ricerca estetica rigorosa e fortemente identitaria, capace di articolarsi in una grammatica complessa e coerente che attraversa il video, la produzione sonora e musicale, l’installazione, la performance e il lavoro editoriale. All’interno di questa pluralità di linguaggi, il duo costruisce un dispositivo di ricerca che non si limita alla documentazione ma interroga criticamente il reale, trasformando i rapporti tra governance, collettività e libertà in esercizi di immaginazione estetica e politica. La Giuria ha inoltre sottolineato la capacità di rendere universali tematiche profondamente situate e specifiche, legate alle geografie urbane e post-disastro in Italia e ai loro immaginari, attraverso una scrittura e un impianto progettuale calibrati, mai didascalici o riducibili a slogan. Come ha evidenziato la Presidente della Giuria Cecilia Guida, il dialogo tra questa ricerca e Milano potrà attivare una riflessione sul tema della casa e dell’abitare, in una città in cui tali problematiche assumono oggi una rilevanza cruciale.

Per la Sezione Poesia, la Giuria ha motivato la scelta sottolineando la forza e l’originalità della ricerca di Francesco Ottonello, capace di coniugare mito, lingua e visione contemporanea. Nello scorso dicembre, la sua lettura performativa di un poemetto sul mito di Ganimede, scritto in sardo-latino, nel corso della serata performativa di presentazione, è stata molto apprezzata per l’intensità e la capacità di costruire un’epica contemporanea che attraversa tempi e spazi differenti. Una scrittura che intreccia radici ancestrali, riflessione storica e tensione autobiografica, sviluppata anche attraverso un solido lavoro di ricerca sul mito, dal greco arcaico al bilinguismo medievale fino all’italiano contemporaneo. Come ha sottolineato il Presidente della Giuria Franco Buffoni, «Francesco Ottonello appare come una promessa, assolutamente in divenire, della poesia italiana». In qualità di vincitore del Premio Pini Art Prize – Sezione Poesia 2026, Ottonello sarà tenuto a consegnare entro luglio 2026 la silloge completa per la pubblicazione nella collana LyraGiovani dell’editore Interlinea.

Per la Sezione Ricerca, la Giuria ha assegnato all’unanimità il Premio Pini Art Prize 2026 a Martina Colombi per la tesi di dottorato «Milano e il mercato dell’arte nella seconda metà dell’Ottocento. Il ruolo degli antiquari», frutto di una ricerca di prima mano condotta sul complesso archivio della famiglia di antiquari Grandi, protagonisti del mercato artistico milanese ed europeo tra la metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. La Giuria ha riconosciuto l’eccezionale capacità della studiosa di ordinare, interpretare e restituire una vasta rete di documenti inediti – carteggi, fatture, minute e documenti di trasporto – facendo emergere relazioni, strategie e dinamiche che hanno inciso profondamente sulla storia del collezionismo e dei musei europei. Come ha dichiarato il Presidente della Giuria Davide Dall’Ombra, «la ricerca di Martina Colombi restituisce con rigore e chiarezza una storia complessa e affascinante, in cui il mercato dell’arte diventa una lente privilegiata per comprendere la formazione del gusto collezionistico e borghese di Milano, in un dialogo costante tra dimensione locale e reti internazionali».

La serata ha introdotto il percorso espositivo della mostra dei finalisti della Sezione Arti Visive, a cura di Lisa Andreani, Michele Bertolino, collettivoSERRA, visitabile dal 16 gennaio al 13 febbraio 2026: un allestimento che attraversa video, installazione, fotografia, scultura e pratiche ibride, restituendo una pluralità di linguaggi e immaginari capaci di interrogare con profondità il presente.

I nove artisti e artiste selezionati – Diana Anselmo, Tommaso Arnaldi, Francesca Pionati, Martina Cioffi, Beatrice Favaretto, Marta Magini, Grace Martella, Sathyan Rizzo, Camilla Salvatore e Luisa Turuani – compongono una costellazione di ricerche autonome ma interconnesse, che riflettono sulle trasformazioni sociali, culturali e simboliche del nostro tempo. I finalisti restituiscono una fotografia vivace e complessa dell’arte under 35: una generazione che attraversa performance, video, installazione, scultura, illustrazione, fotografia e sperimentazioni ibride, interrogando con profondità le trasformazioni culturali, sociali e simboliche del nostro tempo.

La mostra sarà arricchita da un Public Program di incontri e visite guidate condotte dai tre selezionatori (mercoledì 21 gennaio con collettivoSERRA, mercoledì 28 gennaio con Lisa Andreani e venerdì 13 febbraio con Michele Bertolino e serata finale della mostra – ore 18.00, ingresso gratuito), pensato per approfondire le singole ricerche e favorire un coinvolgimento diretto del pubblico.

Il Premio - Sezione Arti Visive - prevede un riconoscimento economico di 2.500 euro, una mostra personale nell’autunno 2026 e una residenza artistica presso Casa degli Artisti, che collabora per questa sezione per l’edizione 2025/2026.

Nel corso della serata, l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi ha dichiarato: «Pini Art Prize rappresenta un esempio concreto di come le istituzioni e le realtà culturali della città possano sostenere con convinzione le nuove generazioni, offrendo loro non solo opportunità, ma luoghi reali di sperimentazione e confronto. L’apertura del nuovo spazio espositivo della Fondazione Adolfo Pini rafforza il dialogo tra ricerca artistica contemporanea e tessuto urbano, confermando Milano come una città che investe sui giovani, sulla qualità dei linguaggi e sulla cultura come bene condiviso e accessibile».

La Presidente della Fondazione Adolfo Pini Marina Messina ha sottolineato: «La seconda edizione del Pini Art Prize ben rappresenta la missione della Fondazione di custodire la memoria e, allo stesso tempo, di aprirsi con decisione al presente. Nel gennaio dello scorso anno, con la riapertura del piano nobile, ha ripreso l’attività dedicata al percorso espositivo dedicato a Bongiovanni Radice; oggi, con l’inaugurazione del nuovo spazio in questa occasione dedicato all’arte under 35, confermiamo l’altra anima della Fondazione Pini, ovvero offrire a giovani artisti, poeti e ricercatori non solo visibilità e sostegno economico, ma un contesto di crescita, ascolto e confronto».

Con il Pini Art Prize 2025/2026 e con l’apertura del nuovo spazio espositivo, la Fondazione Adolfo Pini rinnova il proprio ruolo di laboratorio culturale nel cuore di Milano, confermandosi come luogo aperto, vivo e profondamente orientato al futuro.

I Presidenti delle Giurie, Cecilia Guida per le Arti Visive, Franco Buffoni per la Poesia, e Davide Dall’Ombra, per la Ricerca, sottolineano congiuntamente come il Pini Art Prize si fondi su un’azione condivisa tra le tre sezioni, orientata al sostegno concreto delle giovani generazioni artistiche, poetiche e di ricerca. Il procedimento unitario che ha guidato il lavoro delle Giurie conferma le caratteristiche distintive del Premio, fondato sul dialogo tra discipline e su una visione culturale integrata. I Presidenti evidenziano come la dimensione corale e la visione unitaria del Premio rappresentino uno dei valori centrali dell’esperienza del Pini Art Prize.

Il Pini Art Prize nasce per sostenere e promuovere la giovane creatività contemporanea. L’edizione 2025/2026 si articola in tre sezioni, con l’obiettivo di favorire la valorizzazione della produzione artistica, della poesia contemporanea e degli studi di storia dell’arte e della critica. Nell’attestazione delle unità tra le Arti all’origine della Fondazione stessa, espressione dell’incontro culturale tra la scrittura di Adolfo Pini e la pittura di Renzo Bongiovanni Radice, il premio intende valorizzare la ricerca espressiva in senso ampio e articolato. Il Premio si compone delle seguenti sezioni: Premio Arti Visive, Premio Poesia, Premio Ricerca. È rivolto ad artisti, poeti e ricercatori under 35, residenti o domiciliati in Italia, già attivi nei rispettivi ambiti di produzione artistica, poesia e studi di storia dell’arte.Per info https://fondazionepini.it/ 

 

FOTO: da sinistra: Marina Messina (Presidente Fondazione Pini), Martina Colombi (vincitrice Pini Art Prize - Poesia), Francesca Pionati e Tommaso Arnaldi (vincitori Pini Art Prize - Arti Visive), Davide Dall'Ombra e Cecilia Guida (Comitato Scientifico Ricerca e Arto Visive)